Uscire allo scoperto – il coming out

Uscire allo scoperto – il coming out

La comunità LGBT+ usa l’espressione coming out per indicare la decisione di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale e/o la propria identità di genere.

Questa espressione deriva dalla frase inglese coming out of the closet (letteralmente “uscire dall’armadio a muro”), cioè “uscire allo scoperto“.

Il coming out, è un processo personale proprio come l’identità, non esistono schemi fissi o regole da seguire. Ogni persona e ogni situazione è diversa

E’ un percorso progressivo di presa di coscienza di sé, non implica solo un processo di comunicazione esterna, ma significa affermare profondamente la propria identità, in primis a se stessi, e successivamente agli altri significativi.

Alcune emozioni che questa “scoperta” può portare con sé sono la paura, l’incredulità, l’impotenza, la rabbia, la tristezza, il senso di colpa, la curiosità.

Il vissuto emotivo è fortemente influenzato dalle opinioni dei familiari, degli amici, dei conoscenti e dal contesto sociale.

Il termine outing invece significa rendere pubblico l’orientamento sessuale di una persona che vorrebbe mantenerlo segreto.

Fare outing, quindi, è una pratica poco rispettosa del percorso di una persona che abbia iniziato a prendere coscienza del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere e voglia dichiararsi all’esterno.

DAL COMING OUT INTERIORE AL COMING OUT ESTERIORE

Uno dei modelli più citati in letteratura per la descrizione e spiegazione del coming out interiore è il modello di Cass (1984) il quale nonostante la linearità forse eccessivamente riduttiva, può comunque essere utile per far comprendere la natura del coming out in quanto processo di maturazione.

La Cass schematizza il processo in questo modo:

Fase 1 – Confusione

La Persona comincia a considerare se stessa come non eterossessuale.  Esperisce sentimenti di paura, incredulità, curiosità ma soprattutto confusione. La domanda che si pone è “Chi sono io’”.

Fase 2 – Confronto

La Persona inizia a confrontarsi con la possibilità di essere potenzialmente “diversa”, inizia il confronto con la struttura omofobica della società.

“Sono diverso”, ci si inizia a percepire come appartenenti a una minoranza e a confrontare la propria identità con l’orientamento sessuale della maggioranza, compresi familiari e amici.

Fase 3 – Tolleranza

La persona inizia ad avere contatti con altri omosessuali, e questo passo è fondamentale per evitare l’isolamento. La ricerca effettiva della propria identità è già cominciata, ma prevale ancora un atteggiamento di tolleranza e non di piena accettazione del nuovo orientamento.

Fase 4 – Accettazione

Si accetta la propria identità rafforzando ulteriormente il confronto con la comunità LGBT+. E’ il momento della presa di coscienza di sé e della liberazione dalle tensioni e dallo stress accumulato in precedenza.
La domanda “Chi sono io?” comincia a trovare delle risposte

Fase 5 – Orgoglio

La Persona scopre che può gestire l’incongruenza tra l’accettazione di sé e il rifiuto della società rivalutando la positività del suo essere omosessuale. Si dichiara apertamente e non teme i confronti: l’apertura diventa quindi una strategia vitale per adattarsi. Tuttavia, di fronte alla percezione dell’ingiustizia subita, la persona enfatizza sentimenti di rivendicazione verso la società e le istituzioni tradizionali.

Fase 6 – Sintesi

La Persona sperimenta le prime sensazioni di accettazione da parte degli eterosessuali. Diventa capace di integrare il proprio orientamento sessuale con tutti gli altri aspetti della sua identità. Riconsidera i rapporti con il mondo eterosessuale dal quale prima si era allontanata.

Sono vari i fattori sociali che possono facilitare o ostacolare il processo di coming out esteriore:

  • Genere
  • Età
  • Comune di residenza
  • Educazione religiosa
  • Titolo di studio…

 

Il coming out non è un evento unico, la persona LGBT+ nel corso della sua vita si troverà a comunicare, in maniera sempre diversa, il proprio orientamento sessuale ad un’imprecisata, ma numerosa, quantità di persone.

Con il tempo saranno adottate modalità implicite di coming out, ad esempio una ragazza non utilizzerà più parole ed espressioni neutre per nascondere il genere del partner.

 

#LOVEISLOVE: UN HASHTAG PER CELEBRARE LA GIORNATA MONDIALE DEL COMING OUT

 

L’ 11 ottobre è la giornata del Coming Out Day,  una ricorrenza internazionale in cui la comunità LGBT+ celebra l’importanza del coming out.

 

Questa data fu scelta in occasione del primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington per i diritti delle persone LGBT+, tenutasi appunto l’11 ottobre.

 

A partire dal 1990 il Coming Out Day coinvolse tutto il Nord America, grazie in particolare al grande contributo di Human Rights Campaign, la più grande associazione LGBT+ degli USA.

 

Negli anni successivi hanno aderito al Coming Out Day molti Paesi in tutto il mondo.

 

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